lunedì 9 ottobre 2006

Manifesto

A proposito di "devianza", ecco il nostro pensiero col quale siamo intervenuti in Scambio di coppia (abbiamo corretto qualche refuso).


Forse perché noi cerchiamo (con tutti i nostri limiti) di essere più coscienti possibile, proprio cogli “occhi aperti” e tutti i sensori attivi e le rotelline della crapa che spesso girano sulla questione che pensiamo proprio di farci un gran BENE, altro che non fare del male.

E’ proprio questo: sovvertire l’ordine precostituito: monogamia bene, altre forme di sessualità male.

'sto par di cazzi!!

La devianza è stata quella di introdurre la monogamia dei corpi colla proprietà circa 20.000 anni fa. Una vera e propria degenerazione perversa, per cui si è cercato di contenere le pulsioni istintive e a-morali della sessualità per condurne l’energia a scopi di sopravvivenza, di riproduzione, di sinergie famigliari in tempi in cui era fondamentale alla sopravvivenza fisica e quindi come forma di controllo sociale.

La monogamia che è Amore sponsale è quella dei sentimenti, del sacrificio, dell’unione, della comunicazione, della condivisione, del dono gratuito, del’accettazione dell’altro per come è. Anche coi suoi desideri e il suo imaginario erotico, e la voglia, istintiva, primordiale, di conoscere altri piaceri, di sentirsi sempre ambiti e desiderati e seducenti come persone (sessuali) e non sepolti nel sarcofago dell’esclusività.

Discutiamo, ideologicamente, confutiamo la perversione malefica della monogamia, i danni, le spaccature che crea nelle persone, nelle famiglie, gli approcci ipocriti e deleteri della fuga traditrice solitaria (socialmente e conformisticamente accettata)  delle fughe mentali che sezionano le persone, del mentire al Sé profondo, proprio e altrui.

E’ un manifesto dello scambismo, della ricerca di nuove architetture creative dell’eros che permettano di porre riparo alla catastrofe sociale sessuale e agli sconquassi malefici, satanici, sotto gli occhi di tutti, della schizofrenia della fedeltà monogama,  che riporti ad una vita di armonia - corpo - mente - sentimenti - spirito.

Apologia della lussuria, della voluttà, dell'oscenità, della trasgressione come strumenti e percorsi di unione e conoscenza intima.

Eccheccazzo!

(poi in realtà siamo timidi ed emotivi, ma con idee chiare e ben definite. E se hai una meta chiara, prima o poi, col cammino ci arrivi. E a noi ci piace pure il cammino, anzi, è la cosa che preferiamo, specie se avventuroso)


Lust & Romance - 09


(michaelrosen)

Mazzo di pensieri

Quante cose oggi, ieri. Riguardano la nostra vita personale e non le scriveremo. Questo rimane un diario relativo all'eros, sia pur nella sua dimensione più ampia,  e ci limitiamo ad esso.



AWoman, lontana, ha avuto pensieri carini, di tanto in tanto, inviati via etere all'orsone.

AMan le ha fatto una sorpresa, ha raccolto un bel mazzo di fiori di campo e ha preparato un bouquet obeso, lasciatole sulla tavola in soggiorno.

Solo un incrocio di sguardi, questa sera, AMan aveva amici a cena, quando AWoman è passata per un attimo a salutarli, con AWKid.


Sabato 14 avremo una cena con una nutrita schiera di coppie di leclubprive.net. Abbiamo confermato ora la nostra partecipazione.

Non nascondiamo una certa trepidazione. Sarà il momento per conoscere persone/coppie dal vivo e cercare dei compagni di giochi. Trovare  un uomo a cui AWoman si possa abbandonare con piacere.

E anche una donna! Per san Pancrazio, sia pur meno esigente, non è che AMan vada in deliquio per delle catorce.


Flor Garduño, Abrazo de Luz


(florgarduño)

sabato 7 ottobre 2006

dio in te

AWoman wrote:

Ieri sera ho sentito la paura di perderti. Non ci potrei mica stare senza di te. Buonagiornata, amore.


AMan wrote:

Se perdi un po' del mio entusiasmo perdi un po' di me. Ma anke l'entusiamso è un giardino che si può coltivare.


Sono un paio di giorni che quei pensieri rimangono a temporaneo monito nelle nostre appendici cellulari. Ce li siamo mandati venerdì mattina. Quando il fragore della risacca violenta aveva lasciato il posto al silenzio del mare liscio all'olio.

Amore di anni quaranta, si è avvicinato alla terra, alle radici, forse non è più prossimo allo zenith.

Perdere l'entusiasmo che è poi un mancare dell'altro senza perderlo.

Come potrei fare senza il dio in te?


IHS

Tornare indietro


  • Quando tornare indietro ha un senso, state andando avanti.

    Wendell Berry


Vette e pendenze orride, faticose, adrenaliniche, questa storia sarà impegnativa, a volte faticosa. Sole & Mare ci parlavano del loro attacco ad un quattromila, ripetuto tre volte. Quando tornare indietro ha un senso, si sta andando avanti. Essere in parete con dei guanti leggeri di pile con -30 (a luglio) richiede un ripensamento.


E' talmente forte la percezione della non monotonia di questo cammino che la potremmo applicare a tutti gli aspetti della nostra vita. Anche se in questo diario registriamo solo quelli relativi all'amore esavalente. Pensi allora che abbiamo attaccato i privé un discreto numero di volte. E probabilmente dovremo cambiare via.

Avremmo dovuto scrivere dell'incontro di sabato sera con Sole & Mare, di ciò che seguì, il termine più corretto sarebbe uno sbocciare emotivo, di AWoman, poi, la reazione di AMan. Ci avevano raccontato dellle loro esitazioni e di come la coppia mentore li abbia aiutati, entrando in un specie di risonanza armonica di piccoli passi ed aggiustamenti a quattro. E il punto di svolta è stato quando Sole ha capito che, per sbloccare il caos di MareNettuno avrebbe dovuto, per piacer suo ed altrui, lasciarsi andare. Abbandonarsi.


Sulla strada del ritorno è stato AMan per la prima volta ad essere silenzioso. E AWoman non si racapezzava di quella mancanza di parole. Mancanza voluta. Per lasciarle spazio. L'orsone ha notato, per la prima volta, che un maschio, un uomo piacevole (dopo i molti ruderi al limite del presentabile che AWoman ha notato nella fauna scambistica), di gradimento della squaw, provocava sovvertimenti biochimi sensibili.

Si, sarà questa l'ingrediente magico. Un uomo a cui AWoman si abbandoni.

Potere dell'estetica, potere dei modi, potere delle parole.

Non sarà più, per il momento, la giostra folle dei privé. Sarà lo scegliere di una coppia con un uomo che sciolga AWoman.

Sarà lo sfrizzolare scitillante della miccia che si precipita verso la santa barbara.



(marinaabramovic)

Sotto di me

Era terminata la traversata. Il vento a raffiche tese era cessato, con esso gli spruzzi di salsedine e le creste imbiancate. I marosi erano ancora imponenti,  quasi lisi, fiaccati dal loro stesso parossismo. Avevamo mangiato insieme, non so quanto abbiamo gustato il cibo. Avevi preparato una polenta e una cena allegra, saporita, molto colorata, di sapori leggeri ed intensi. Non so come sia riuscito ad andare tutto giù, ancora confusi come eravamo. T'ho visto stanco,  mi dicevi indigesto di parole. E allora ci siamo messi viso a viso,  occhi ad occhi, quasi a sentire sulla fronte del'uno il chiudersi di ciglia dell'altro. E gli ho appoggiato le labbra mie sulle sue.


Mi sono alzata, nell'impeto mi ero dimenticata della mia vescica. Ho fatto solo un accenno di passo e mi sono trovata tra le sue braccia. I suoi occhi ficcati nei miei, mi ha presa di baci, mi ha succhiato le labbra, ridendo, non gli mollavo quello inferiore. E lui se l'è preso.

Mi ha stretto il bacino al suo, l'ho sentito così irruento, come lo amo così, come può UnaDonna amare il desiderio impetuoso di UnUomo. L'ho sentito era già grosso contro di me, grosso per me.



Avevi gli occhi brillanti. Scuri e profondi come piacciono a me. Mi era venuta una voglia cattiva, dominatrice. Voglia di farti sotto, di farti sentire che sei mia. Non ti ho lasciata proseguire. Te l'ho detto: ora ti chiavo.

Non abbiamo detto quasi più nulla. Ti ho preso per i capelli, t'ho affiancata alla tavola. Si, un paio di baci piccoli sulle tue guance. Erano solo una virgola, prima che i pantaloni cadessero. E le mutandine con loro. E' stato un attimo, ed eri chinata sul piano, le tue tette a muoversi sgraziatamente nell'impeto. Ci vedevamo, riflessi, nella finestrascura. Tiu sotto, sulla tavola, io dietro di te. Sai cosa mi ricordo?

Non so, ero fuori controllo, AMan, lì. Cosa ricordi?

Ricordo i tuoi mugolii. Le mie dita contro le mie dita, ti ho preso i glutei, poi le grandi labbra e ti ho allargata. Poche parole. Ora ti allargo, allargati, prendimi, tutto, fino in fondo. Così, fino in fondo. Era diventato un misto osceno e goffo, i tuoi mugoli, le mie parole, il mio cazzo violaceo e straripante che vedevo uscire ed entrare lustro, gli schiocchi dei tuoi glutei sotto i miei schiaffi . Cazzo e padrone tronfi e sbruffoni. Come godevi, in silenzio. Godevi, sotto di me, sotto i mie colpi.



Eravamo presi, uno dell'altro. E ora sono io che mi ricordo. E come se arrivassero dei pacchetti di immagini e sensazioni. Mi ricordo che mi avevi accompagnato, continuavi a scoparmi da dietro, fino all'armadietto, mi hai ordinato di prendere il nostro complice. Scemone, alla fine, dopo averlo lavato, me lo hai sbatacchiato anche sulla testa, sei proprio scemo,carciofone!

Ma quello era il dopo. Prima mi avevi detto, tue labbra appoggiate, col sospiro,al mio orecchio destro. Me lo avevi detto: ora ti inculo. Ti inculo. Mi ha fatto uno strano effetto , dopo alcune volte che non è più successo. E cosè ti ho sentito entrare in me. Mi tenevi quasi schiacciata sulla tavola colla tua mano sinistra, per i capelli, non sei stato molto fine. E facevi i tuoi porci comodi. E io impazzivo. E tu lo hai percepito e i colpi erano forti, profondi, porci. Era come se mi volessi martellare, spaccare. Me lo hai ordinato: fai tu, ora!

E così mi sono trovata stravolta, dal piacere, tu, il to cazzo, il cazzo di gomma anch'esso presto lustro di me. Li ho sentiti grossi dentro di me.

E tu, prima di venire, me lo hai detto: come godi, come godi stasera. E pensa che è solo una piccola parte. Presto saranno due uomini a essere dentro di te.

Non mi ricordo altro.



Eravamo in bagno, mi davi baci sulla schiena, sul sedere, mentre ero sul bidet. Mi davi baci, hai sorriso, hai lavato il ciccio e poi ti sei riavvicinato, a sbatacchiarmelo in testa. Ridevamo.

Sei matto te!

Non si sentiva più il fragore della risacca violenta.


venerdì 6 ottobre 2006

Diario?

Nella tensione contestuale abbiamo avuto un confronto anche sui contenuti del diario. AWoman era contrariata, non avvrebbe voluto che sul diario si riportasse Disillusione 40 ovvero il confronto e la dinamica emotiva relativa a _ele. AMan le ha chiesto se ritenesse necessario continuare o meno: se rimane il diario comune, ci si scrive tutto. Altrimenti si chiude. Le ha detto che al limite potrebbe continuare con un diario personale.

Ma perché

E' stato un momento di disappunto, di stizza. AWoman si è messa a rileggere tutte le ultime pagine, e i commenti. Lettura con tanto di sonore risate, per alcuni commenti. Ha notato anche alcune mancanze, ma sa che con la riduzione drastica delle risorse dedicategli è facile che qualcosa scappi, vada perso. Insomma, ritrovata la nostra serenità è tornato immediatamente anche il piacere di questo compagno.

E' la nostra memoria. Chissà come sarà a rileggere tutto tra qualche anno?

Nudità impervia

Questa è una vetta ripida ma eccitante da morire. Sei unico, per idee pensieri e comportamente (e anche come scopi). A volte, carciofone, codesta unicità, credimi, è sconcertante, vien da grattarmi un po' la testa. Ma quello che provo è più forte di tutto. Te l'ho detto ieri. Sei talmente originale che non è affatto facile starti accanto, a volte. Sono proprio curiosa di vedere cosa sarai capace di inventarti. DeOrsonis, prendimi. Anche con i miei scheletri nell'armadio.

Mi sento rinata, oggi. Stare insieme ci fa solo bene. Se penso a ieri sera, è incredibile ciò che c'è fra di noi.

Forse non sono proprio il "come se" quando sono con te. Non ti vorrei lontano!. Forse mi sono un po' incasinata col pensiero, ma credo tu mi possa capire.


C'è stato un momento in cui ho sentito la gioia, un fiotto, uscire di colpo, dal cuore, dalla pancia, dalla testa. Era come passare da un suono attutito, smorzato, sordo al fulgore barocco di Campanone e de "la predica" di San Pietro.

Che fatica, eravamo esausti dopo, quando hai avvicinato le tue labbra, ero satollo, indigesto di parole.

Passare, in pochi secondi di settimane centrifughe per anime dall'ostilità, dall'orgoglio si_te_ne_puoi_anche_andare a quel ritrovarsi, abbracciati, nel silenzio che parla, che strugge.

Che fatica. Eppure, se non ci fossimo denudati, se non avessimo fatto gli psicologi, gli indagatori, i provocatori?

Non è facile 'sta storia. Tutte salite e discese orride, non è il tempo per le passeggiate in pianura.

E forse non ci piacerebbero neppure.

E' più bello che in un film.

E non siamo gli attori, siamo i protagonisti. E registi e tutto il resto.

Che potere, togliere tutto fino a rimanere nudi, amore mio.



(hermannalbert)